LETTERA di PADRE RENATO CHIERA A MONSIGNOR MANFRED GARTNER ALL'ANNUNCIO DELLA SUA MORTE: Carissimo amico e fratello, Padre Gartner, perdonami, dato che non posso essere lì con la tua famiglia naturale e con la grande tua famiglia parrocchiale, per darti l'ultimo saluto. Mi piacerebbe molto, ma la mia salute non me lo permette....! Tuttavia voglio continuare il dialogo con te. Certamente adesso sei in una situazione privilegiata, insieme con Dio. Appena ho saputo della tua partenza verso Dio, sono andato davanti a Gesù Eucaristia per lamentarmi: "Se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto". Ho pianto tutto solo e per lungo tempo. Fratello mio, Tu te ne sei andato in silenzio, nel sonno, per non dare dei problemi a nessuno e te ne sei andato prima che ce lo immaginassimo. E adesso, come faccio a dare questa notizia per i ragazzi della mia e tua "Casa do menor", che ti consideravano come un Padre e pregavano per la tua guarigione? E i parrocchiani di San Wolfgang, che con te hanno battagliato e costruito una bella comunità cristiana, solidale, unita, aperta verso i più poveri? Come accetteranno la dura realtà di sentirsi orfani di un grande papà, amico e guida? Ma presto è entrata nel mio cuore una pace profonda ed io ho smesso di piangere..: ho sentito che tu sei vivo: non ci hai abbandonato, .. sei solo passato nella casa del Padre e di lassù tu continui a camminare con noi, e ti sento ben vicino a me e mi sento in contatto con te attraverso Gesù Eucaristia: "Non cercate tra i morti colui che è vivo". Desidererei molto stare lì nella tua chiesa di San Wolfgang con la tua famiglia naturale, insieme con tua mamma e vicino della tua grande famiglia parrocchiale, che da più di IO anni è anche la mia famiglia, per darti l'ultimo saluto... Ma non sto bene di salute e i medici mi hanno proibito questo viaggio! Accetto il dolore di non poter essere a Dieburg e offro tutto , per generare più vita per te e per noi. Sono proprio contento per averti potuto visitare in ospedale a Monaco (Mainz) un mese fa: non sapevo che sarebbe stata l'ultima volta che ci incontravamo! Un incontro profondo di anima, occhi negli occhi, parlando della tua malattia "del cancro".. e tu mi hai chiesto di non parlarne a nessuno... Tu non volevi che i tuoi parrocchiani stessero troppo preoccupati: tu mi hai parlato della tua disponibilità di metterti nelle mani di Dio, per fare la sua volontà. Tu volevi ancora ritornare a Miguel Couto almeno una volta, per poter rivedere la tua "Casa do menor" che adesso è molto bella ed ultimata, tutto quello che abbiamo costruito insieme in questi anni. Volevi vedere i tuoi bambini, che tu conoscevi per nome e di cui mi chiedevi notizie di ognuno di loro... Tu ti trasformavi, quando parlavi della "Casa do menor": sfogliavi e facevi vedere ai medici e a chi ti visitava l'album di foto che ti ho lasciato all'ospedale. Tu che ammettevi di poter piangere, hai pianto parecchie volte con me e questo ti ha fatto bene! Abbiamo pregato insieme, poi ti ho assolto dai tuoi peccati e ti ho benedetto: le lacrime brillavano nei tuoi occhi. Ho incontrato in ospedale la Signora Elisabetta, la tua mamma, che fin dalla morte di mia mamma (che aveva la stessa età) è diventata la nostra mamma comune: l'ho abbracciata e lei ha pianto molto sulla mia spalla. Ma ho sentito che la sua fede la sosteneva in questo dolore profondo. Ti ho consegnato una lunga lettera, dove cercavo come fratello e come "padre" di aiutarti a vivere la malattia, ed a non aver paura neanche della morte: sentire e credere che tutto è AMOR Dl DIO. Tu mi hai detto che l'avresti letta da solo e con calma. Non sapevo che doveva essere la lettera del saluto di "addio". Ti ho telefonato ancora il giorno prima della tua morte e tu mi hai detto che stavi molto male, dicendomi di telefonarti il sabato: ma nel sabato la Madonna è venuta a prenderti per portarti in paradiso, mentre tu dormivi. Carissimo Padre Manfred, tu, insieme con la tua comunità, sei stato un grande regalo per la "Casa do menor". Ma la "Casa do menor" è anche stato un grande regalo per te! Tu vibravi con me, quando insieme parlavamo dei progetti futuri e progettavamo insieme cose nuove. Tu riuscivi a darmi consigli utili per le cose da farsi giorno per giorno. Ti faceva bene di venire in Brasile; passar le tue ferie con noi in Miguel Couto; Tu conoscevi tutte le strade, le persone: la gente già ti fermava nella strada per salutarti. Nella chiesa, volevano sentire la tua voce potente, con i canti che provavi con noi in tedesco. Ho saputo che, durante l'ultimo incontro che tu hai avuto in ospedale con il medico-dentista Norbert per parlare del dispensario e dello "studio dentistico": tu sei morto ancora pensando e preoccupandosi della "Casa do menor": tutto questo mi ha dato una grande gioia! Tu sei entrato in paradiso con questo gesto di amore! Vogliamo dedicare il nuovo dispensario a "Padre Manfred Gartner": dal paradiso, sarai contento di tutto ciò? Sappi però che questo è un impegno che tu ti sei preso. Adesso tu sei il protettore della "Casa do menor". In fondo adesso nel cielo non hai tanto da fare.... Puoi occuparti di noi…! Accetti questo patto? Io ho bisogno di te per continuar il lavoro della Casa do menor! Tu adesso sei più "potente "! Grazie, padre Gartner, per quello che tu rappresenti e hai fatto per la tua parrocchia ed i tuoi fedeli. Grazie per quello che hai rappresentato e rappresenti per la Casa do Menor e i nostri bimbi. Tu non ci hai lasciato, ma solo ti sei trasferito nel cielo, e vicino di Dio continui la lotta con me e con i miei collaboratori del Brasile: continua proteggendo i tuoi parrocchiani, affinché non si sentano soli e orfani! I tuoi parrocchiani hanno perso il padre, la guida sicura, l'amico, ma acquistano nel cielo un protettore che adesso è senza limiti e aspetta il giorno in cui tutti ritorneremo al Padre, e saremo insieme con Lui. Sono certo che la tua parrocchia continuerà l'opera di riscatto e di aiuto per la "Casa do menor", e tu dal cielo ci benedirai felice! Anche se sono malato, con te vicino a me, mi sento più vigoroso! Soffriamo molto, ma sappiamo che questa sofferenza genererà molta vita per te e per la Parrocchia di Dieburg. Tu che vedi Dio "faccia a faccia" capisci meglio di noi che il dolore, la tua morte, è l'amore di un Padre che ci ama e ci aiuta a dire il nostra "Sì". Noi vogliamo continuare quello che tu hai incominciato e ci hai insegnato. Questa è a maniera più bella per dirti GRAZlE e farti felice. Carissimo fratello, buon compleanno, perché abbiamo tutti e due 58 anni. Non sto molto bene di salute: non so quello che Dio vuole da me, ma adesso non ho più paura di morire, dato che andrò ad incontrarti ed a restare con molte persone che io amo. Chissà che possiamo insieme bere una gustosa "Caipirinha" (grappa con limone ...). I ragazzi della "Casa" ti mandano una candela fatta dai giovani che stanno uscendo dalla droga in Teresopolis: desidereremmo che rimanesse nella chiesa di San Wolfgang: su di essa c'è scritto: "Io vivo in mezzo a voi". Questa è la nostra fede: Egli continua in mezzo a noi tutti. AMEN.
Don Renato Chiera